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Allenamento con protesi all'anca

luis73
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Allenamento con protesi all'anca

Messaggioda luis73 09/11/2016, 20:37

Innanzitutto spero di aver postato nella sezione giusta.
Come da titolo ho una protesi all'anca sinistra ormai da 25 anni a causa di un brutto incidente.
Mi alleno da tanti anni e non avevo mai pagato troppo il prezzo anche se l'impossibilita' di grandi carichi in squat e stacco avevano sicuramente limitato la crescita della parte inferiore.
Ora ho ripreso gli allenamenti dopo un paio di anni di stop forzato da continui cambi di casa causa lavoro e la gamba in questione e' atrofica rispetto a quella "sana" in modo molto marcato.
Ho testato la forza della gamba e anche un semplice leg press verticale con il peso del macchinario diventa difficile mentre con la gamba sana posso caricare notevolmente. Vorrei equilibrare la forza per potere spingere nuovamente ma non so come programmare una sorta di riabilitazione fai-da-te.
Premetto che vivo a Sydney dove un personal trainer costa 100$ l'ora e un medico sportivo quanto una Ferrari quindi consigli da esperti hanno per me un valore aggiunto.
Ovviamente capisco la limitazione di trattare un caso a distanza e senza vedersi ma sarebbero gradite delucidazioni anche semplici tipo: allena solo la gamba debole fino ad equilibrio ristabilito oppure allenale entrambe ma fai qualche complementare solo sulla gamba debole ecc.
Grazie mille a chi avrà' la pazienza di rispondere!
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Claudio Zanella
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Re: Allenamento con protesi all'anca

Messaggioda Claudio Zanella 09/11/2016, 20:57

ciao luis, il range articolare di anca, ginocchio e caviglia sono completi? attualmente hai dolore? la protesi ha subìto delle revisioni negli anni?
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luis73
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Re: Allenamento con protesi all'anca

Messaggioda luis73 09/11/2016, 21:45

Ciao. A livello articolare ho qualche difficoltà ad avvicinare il ginocchio al petto. Allacciarmi le scarpe e fastidioso per intenderci ma non doloroso o impossibile. O controllato la protesi tre anni fa per una pubalgia che avevo frainteso come possibile deterioramento, ma fortunatamente nessuna evoluzione.
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Strength_coach
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Re: Allenamento con protesi all'anca

Messaggioda Strength_coach 09/11/2016, 23:00

Ciao Luis,

Se posso permettermi di consigliarti sicuramente prima di prendere in considerazione di lavorare in maniera bipodalica concentrarsi sulla gamba atrofica. Lascia perdere l'altra inizialmente perchè anzi sarà sovraccarica perchè magari lavora di più. Valuta cmq un programma fatto da un professionista in loco che valuti con precizione la tua situazione poi te lo segui in palestra da solo senza dover pagare un PT tutte le volte!

Sarebbe da valutare la stabilità di quell'arto (ovvero come sono messi i vari muscoli che agiscono a livello della caviglia, ginocchio e ovviamente anca). Fatto ciò si può prendere in considerazione un lavoro di tonificazione specifico. Almeno io farei così!
luis73
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Re: Allenamento con protesi all'anca

Messaggioda luis73 10/11/2016, 4:46

Ciao
Confermo che la gamba sana è decisamente portante, anche in maniera inconscia credo per una eredità mentale dei primi anni di protesi.
La strada dell'allenare la singola gamba debole mi attrae ma ho sempre avuto il dubbio se fosse corretto.
Vorrei trovare il tempo (e il denaro) per un logico e sensato percorso specialistico, almeno come input iniziale, ma causa lavoro impegnativo e costo veramente ridicolo della sanità privata australiana ho sempre rimandato. Credo però che l'idea di una tantum iniziale per poi agire da solo sia più che sensata.
Grazie mille
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Claudio Zanella
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Re: Allenamento con protesi all'anca

Messaggioda Claudio Zanella 10/11/2016, 6:50

ciao luis, seguo un ragazzo molto giovane che, come te, a causa di un incidente ha dovuto subire un intervento di protesi all'anca, sarà contento di sapere che la tua è in buone condizioni dopo 25 anni!

concordo con il consiglio di strength coach di evitare (o perlomeno limitare) il lavoro bipodalico durante la fase iniziale di ripresa. Però allenerei sin da subito entrambi gli arti inferiori, per diversi motivi.

- Il primo è che molti esercizi che apparentemente allenano solo le gambe, agiscono anche su altri distretti, ad esempio gli affondi, gli squat bulgari ma perfino le macchine come la pressa, richiedono una certa stabilizzazione del bacino e, allenando solo la gamba "buona", il rischio è quello di creare squilibri che prima non c'erano.

- il secondo è che, come si dice in riabilitazione: "l'arto sano insegna all'arto malato".
Per una serie di ragioni neurologiche, quello che facciamo con una metà corporea influenza lo schema del controlaterale, ci sono studi che evidenziano come perfino lo stretching e il foamrolling di un arto sia in grado di modificare la mobilità del controlaterale grazie a fenomeni riflessi midollari o sovramidollari.

il vecchio consiglio di iniziare dal lato debole o di livellare i carichi sulla forza dell'arto debole invece mi sembra indicato.

Per quanto riguarda il tipo di lavoro da svolgere e la scelta degli esercizi, io non mi concentrerei sull'ipertrofia che comunque è una risposta secondaria, quanto al miglioramento del reclutamento muscolare (il "sentire la contrazione" che adesso sembra dèmodè) e sul controllo propriocettivo
d'altronde se non c'è un danno neurologico, per quale motivo quell'arto dovrebbe essere più piccolo del controlaterale? E' plausibile che le ragioni siano da ricercare in un cattivo reclutamento e controllo motorio. Migliora questi aspetti e automaticamente lo utilizzerai di più anche nei gesti quotidiani e negli esercizi bipodalici.
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Strength_coach
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Re: Allenamento con protesi all'anca

Messaggioda Strength_coach 10/11/2016, 15:50

ciao luis, seguo un ragazzo molto giovane che, come te, a causa di un incidente ha dovuto subire un intervento di protesi all'anca, sarà contento di sapere che la tua è in buone condizioni dopo 25 anni!

concordo con il consiglio di strength coach di evitare (o perlomeno limitare) il lavoro bipodalico durante la fase iniziale di ripresa. Però allenerei sin da subito entrambi gli arti inferiori, per diversi motivi.

- Il primo è che molti esercizi che apparentemente allenano solo le gambe, agiscono anche su altri distretti, ad esempio gli affondi, gli squat bulgari ma perfino le macchine come la pressa, richiedono una certa stabilizzazione del bacino e, allenando solo la gamba "buona", il rischio è quello di creare squilibri che prima non c'erano.

- il secondo è che, come si dice in riabilitazione: "l'arto sano insegna all'arto malato".
Per una serie di ragioni neurologiche, quello che facciamo con una metà corporea influenza lo schema del controlaterale, ci sono studi che evidenziano come perfino lo stretching e il foamrolling di un arto sia in grado di modificare la mobilità del controlaterale grazie a fenomeni riflessi midollari o sovramidollari.

il vecchio consiglio di iniziare dal lato debole o di livellare i carichi sulla forza dell'arto debole invece mi sembra indicato.

Per quanto riguarda il tipo di lavoro da svolgere e la scelta degli esercizi, io non mi concentrerei sull'ipertrofia che comunque è una risposta secondaria, quanto al miglioramento del reclutamento muscolare (il "sentire la contrazione" che adesso sembra dèmodè) e sul controllo propriocettivo
d'altronde se non c'è un danno neurologico, per quale motivo quell'arto dovrebbe essere più piccolo del controlaterale? E' plausibile che le ragioni siano da ricercare in un cattivo reclutamento e controllo motorio. Migliora questi aspetti e automaticamente lo utilizzerai di più anche nei gesti quotidiani e negli esercizi bipodalici.
Complimenti Claudio, ottimi consigli!

Di solito valutiamo in palestra se l'arto con protesi può sostenere un carico di lavoro diretto e in maniera "sicura" da svolgere esercizi come affondi bulgari o affondi vari, leg press singola, ecc Valutiamo se e come somministrare isometrie, esercizi di stabilità, alternati con del lavoro isotonico. Ripeto tutto da vedere,!

Sicuramente il riaddattamento "rieducazione" del sistema nervoso è fondamentale sollecitando l'arto alla coordinazione intra/inter muscolare.
luis73
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Re: Allenamento con protesi all'anca

Messaggioda luis73 10/11/2016, 18:07

Grazie a tutti. Fino a due/tre anni fa mi allenavo duramente anche per la parte inferiore. Anche all'epoca l'arto protesizzato tendeva ad essere meno forte e dovevo tarare affondi con sovraccarico e squat sulla gamba debole ma la differenza era meno clamorosa. Avevo inoltre iniziato a fare, con un amico personal, alcuni esercizi di allenamento funzionale a corpo libero prima di fare stacchi o squat che mi avevano veramente aiutato molto. Credo che questo dimostri come le vostre tesi siano giuste: il semplice educare il corpo ad un esecuzione corretta mi stava togliendo quelle limitazioni che mi sembravano invalicabili. Sono abbastanza colpito dal fatto che solo tre anni di inattività' ,di cui due davvero completamente a zero, siano stati sufficienti a farmi regredire fino ad essere in difficolta' a fare un singolo affondo. Credo che proverò' a rieducare l'arto da solo, con attenzione e cercando di farlo nel modo più completo, seguendo le vostre indicazioni.
Ovviamente uno specialista in loco sarebbe la scelta più' sana ma facendo anche una piccola ricerca sui centri medici sportivi intorno a me ho notato una giusta tendenza a vendere pacchetti "riabilitativi" in cui giustamente il medico o terapista ti segue per un percorso e non ti fa una scheda una tantum da seguire da solo.
Ora senza tediarvi troppo con dettagli personali, il costo potrei sostenerlo ma il tempo non riesco proprio a trovarlo. Sono executive chef per una grossa compagnia e ho la responsabilità' di tre grossi ristoranti e diversi caffe' , nonché padre e marito, quindi conciliare lavoro e appuntamenti dal terapista/coach sarebbe veramente impossibile.
Siete stati molto chiari su come pormi al problema e se ne avrete voglia e tempo sarebbe un piacere ricevere consigli su che tipo di esercizi potrei introdurre nella scheda gambe in questa fase rieducativa. Grazie di nuovo.
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Claudio Zanella
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Re: Allenamento con protesi all'anca

Messaggioda Claudio Zanella 10/11/2016, 20:54

ciao luis, rispondo brevemente, spero che altri partecipino per arricchire la discussione.

la selezione degli esercizi non può prescindere da una valutazione fatta sulla persona, ad ogni modo, senza voler complicare la cosa più del dovuto, credo che una parte dell'allenamento dovrebbe prevedere l'utilizzo di esercizi "liberi", anche in monopodalico, come affondi con manubri o squat bulgaro, che ti obblighino a controllare l'arto inferiore dal piede al bacino.
Non sono un amante delle macchine ma, dopo il lavoro "propriocettivo" (anche se quando si parla di propriocettività in genere ci si riferisce a lavori un pò più specifici, quasi tutto migliora questa abilità), può avere senso anche l'utilizzo di altri esercizi che utilizzino macchinari (pressa, leg curl etc) che non richiedono un particolare impegno coordinativo ma che ti consentono di concentrarti sulla contrazione. Anche questi ultimi esercizi possono essere allenati in modo unilaterale (monopodalico), nell'ottica di commisurare il carico alle capacità dell'arto da recuperare.

Se hai già seguito programmazioni di allenamento funzionale più complesse con cui ti sei trovato bene potresti prendere spunto da quelle, magari semplificando all'inizio.

per il resto, credo che sul sito del project e su questo forum (nel corso dei mesi) potrai trovare spunti per programmare da te i tuoi prossimi allenamenti
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eraser
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Re: Allenamento con protesi all'anca

Messaggioda eraser 10/11/2016, 21:24

ciao luis, rispondo brevemente, spero che altri partecipino per arricchire la discussione.

la selezione degli esercizi non può prescindere da una valutazione fatta sulla persona, ad ogni modo, senza voler complicare la cosa più del dovuto, credo che una parte dell'allenamento dovrebbe prevedere l'utilizzo di esercizi "liberi", anche in monopodalico, come affondi con manubri o squat bulgaro, che ti obblighino a controllare l'arto inferiore dal piede al bacino.
Non sono un amante delle macchine ma, dopo il lavoro "propriocettivo" (anche se quando si parla di propriocettività in genere ci si riferisce a lavori un pò più specifici, quasi tutto migliora questa abilità), può avere senso anche l'utilizzo di altri esercizi che utilizzino macchinari (pressa, leg curl etc) che non richiedono un particolare impegno coordinativo ma che ti consentono di concentrarti sulla contrazione. Anche questi ultimi esercizi possono essere allenati in modo unilaterale (monopodalico), nell'ottica di commisurare il carico alle capacità dell'arto da recuperare.

Se hai già seguito programmazioni di allenamento funzionale più complesse con cui ti sei trovato bene potresti prendere spunto da quelle, magari semplificando all'inizio.

per il resto, credo che sul sito del project e su questo forum (nel corso dei mesi) potrai trovare spunti per programmare da te i tuoi prossimi allenamenti
Ho apprezzato molto i tuoi posts, Claudio, e penso che ci sia veramente poco da aggiungere.

Devo però aggiungere che apprezzo il lavoro monopodalico solo se alternato (vedo spesso colleghi che concentrano il lavoro principalmente sull'arto che ha subito il trauma e/o l'insulto chirurgico).

Come perfettamente anticipato e spiegato da Claudio è determinante la sinergia che si deve creare a livello organico.

Quindi, a maggior ragione, pesi liberi e propriocezione come se piovesse.
Non cercherei necessariamente di incrementare il carico, ma punterei sulla variazione degli stimoli e sul recupero dell'intero alfabeto motorio.

Un appunto (negativo!) per luis...
Non puoi permetterti di cazzeggiare per 3 anni.
Non è una buona scelta, in un caso come il tuo, trascurare l'attività motoria (ho 51 anni..moglie e prole..un lavoro autonomo ecc.ecc. quindi posso capire chi ha tanti impegni).

Ps...avete dato vita ad un bel post. Bravi :)
Chew! Before it's too late... :twisted:

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