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Tesi di laurea magistrale: analisi biomeccanica delle distensioni in panca piana

Samuele Di Nicola
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Tesi di laurea magistrale: analisi biomeccanica delle distensioni in panca piana

Messaggioda Samuele Di Nicola 14/11/2016, 17:23

Come da titolo sto scrivendo la tesi di laurea, e vorrei approfittarne per discutere dell'argomento. Mi piacerebbe raccogliere le vostre idee ed, eventualmente, utilizzarle anche per migliorare la tesi.
Dopo la laurea questo progetto continuerà per poter pubblicare un articolo scientifico, per cui in futuro avrò sicuramente bisogno di qualche cavia.

Idea generale: analizzare le differenze tra la tecnica da powerlifter e la tecnica a schiena piatta, comunemente vista in palestra. L'idea nasce al corso AIF/FIPL, dopo che Ado aveva parlato a proposito della scarsità di studi utili sulla panca piana effettuati su atleti seri. Da lì è nata un'idea generale, che grazie a lui, Amerigo e Paolo Evangelista si è sviluppata meglio.

Soggetti: il gruppo sperimentale è composto da soggetti che sono in grado di sollevare almeno 1.5 volte il proprio peso corporeo, e che abbiano fatto o facciano powerlifting.
Il gruppo di controllo è composto da soggetti che sollevino almeno 1.25 volte il proprio peso, e che non abbiano mai fatto powerlifting o che comunque non conoscano la tecnica.

Strumentazione: pedane di forza sotto ai piedi, sensore inerziale sul bilanciere (Gyko), EMG (gran pettorale fascio sterno-costale, tricipite capo lungo, trapezio discendente, deltoide anteriore, gran dorsale), video (una telecamera in linea con il bilanciere, una con vista anteriore a circa 45°).

Protocollo: il gruppo sperimentale doveva svolgere 2 ripetizioni singole per ogni %RM (50 - 60 - 70 - 80 - 90), prima con tecnica PL e poi con schiena piatta. Il gruppo di controllo, invece, doveva svolgere 3 ripetizioni singole per ogni %RM solo a schiena piatta.
Alla fine del protocollo, opzionalmente c'era la possibilità di svolgere una serie a sfinimento con l'80% del carico, a tecnica "libera", cioè usando ognuno la sua preferita.
L'atleta doveva partire a braccia distese, fare un touch 'n go e ripartire, fermandosi ancora a braccia tese. I due stop erano di nemmeno mezzo secondo, e servivano principalmente per il sensore inerziale e per l'analisi video.

Analisi dei dati: attualmente ho delle idee, ma sono sicuro che durante l'analisi dei dati me ne usciranno altre. Per cui vi scrivo quelle che ho attualmente:

1. EMG: differenza dell'attivazione muscolare (EMG) tra le due tecniche, a seconda dell'angolo di lavoro e della % di carico. Differenza del rapporto di attivazione (EMG) tra i vari muscoli a seconda di angoli e tecnica.
2. Sensore: valori medi e massimi di velocità, forza e potenza.
3. Pedane: forza espressa, direzione della forza, differenze tra sinistra e destra, equilibrio.
4. Video: traiettoria e angoli di lavoro.

Da qui si apre un mondo, nel senso che ogni volta che si guarda un video o un'analisi ti viene in mente qualcosa, per cui alla fine dovrò scremare e decidere bene quali sono le cose da analizzare, ma questo lo potrò fare solo tra qualche mese. Per ora raccolgo idee e cerco di vedere se sono più o meno sensate.

Amerigo, ad esempio, visualizzando i dati ha notato e proposto di analizzare il grafico delle pedane di forza con l'analisi video, in quanto alcuni atleti iniziano a spingere dal petto mentre spingono con le gambe, mentre altri atleti iniziano a spingere quando il lavoro delle gambe è già in decrescita.

Per qualunque idea, opinione, critica o insulto, scrivete pure! :D
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Claudio Zanella
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Re: Tesi di laurea magistrale: analisi biomeccanica delle distensioni in panca piana

Messaggioda Claudio Zanella 14/11/2016, 20:28

ciao samuele, interessante progetto
hai già ricevuto dei suggerimenti da paolo evangelista? credo sia la persona più indicata a disegnare uno studio del genere. Unisce l'esperienza sul campo ad una mentalità da ingegnere e ha già un'idea di ciò che si può o non si può ricavare in termini di analisi dati.
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Gioele Rosellini
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Re: Tesi di laurea magistrale: analisi biomeccanica delle distensioni in panca piana

Messaggioda Gioele Rosellini 14/11/2016, 20:49

Bel progetto ! Io sono un fissato di videoanalisi, e la mia fu tesi di magistrali ho usato proprio videoanalisi, sensori isoinerziali su panca e squat, gesti aspecifici come salti e lanci, inserendoci anche delle videoanalisi di gesti tecnico specifici del Karate. Un lavoraccio... quindi ti capisco :D

Condivido il parere di Claudio. Paolo in questo è veramente un tassello avanti, perchè riunisce in sè la parte pratica e quella scientifica, sia per competenze sviluppate negli anni che per mentalità di approccio.

Ri condivido il parere di Amerigo, proprio perchè da fissato di videoanalisi, la ritengo di vitale importanza per collegare il come al quando.

Ho una domanda però, come mai nel protocollo del PL le rep sono 2 e in quello dei flatback sono 3 ? No sarebbe stato meglio uniformare (che poi alla fine è 1 ripetizione eh...) ?

Poi, prima di effettuare la videoanalisi, sei riuscito ad inserire dei marker sui punti di repere dei soggetti e allo stesso modo come hai calcoli la differenza della misurazione in video causata dalla distorsione della prospettiva ?
Do per scontato che tu abbia fatto i video tutti uguali, con un settaggio del protocollo di misurazione standardizzato, ovviamente.
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Samuele Di Nicola
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Re: Tesi di laurea magistrale: analisi biomeccanica delle distensioni in panca piana

Messaggioda Samuele Di Nicola 14/11/2016, 23:04

ciao samuele, interessante progetto
hai già ricevuto dei suggerimenti da paolo evangelista? credo sia la persona più indicata a disegnare uno studio del genere. Unisce l'esperienza sul campo ad una mentalità da ingegnere e ha già un'idea di ciò che si può o non si può ricavare in termini di analisi dati.
Grazie, sì l'ho contattato quasi subito! Mi ha dato qualche idea all'inizio e ora penso sia da un mese e mezzo che aspetta dei dati. Gli avevo detto che glieli avrei dati ma poi mi son trasferito in Irlanda e tra una cagata e l'altra ho perso tempo. Confido di rimettermi in contatto con lui nel breve periodo!
Bel progetto ! Io sono un fissato di videoanalisi, e la mia fu tesi di magistrali ho usato proprio videoanalisi, sensori isoinerziali su panca e squat, gesti aspecifici come salti e lanci, inserendoci anche delle videoanalisi di gesti tecnico specifici del Karate. Un lavoraccio... quindi ti capisco :D

Condivido il parere di Claudio. Paolo in questo è veramente un tassello avanti, perchè riunisce in sè la parte pratica e quella scientifica, sia per competenze sviluppate negli anni che per mentalità di approccio.

Ri condivido il parere di Amerigo, proprio perchè da fissato di videoanalisi, la ritengo di vitale importanza per collegare il come al quando.

Ho una domanda però, come mai nel protocollo del PL le rep sono 2 e in quello dei flatback sono 3 ? No sarebbe stato meglio uniformare (che poi alla fine è 1 ripetizione eh...) ?

Poi, prima di effettuare la videoanalisi, sei riuscito ad inserire dei marker sui punti di repere dei soggetti e allo stesso modo come hai calcoli la differenza della misurazione in video causata dalla distorsione della prospettiva ?
Do per scontato che tu abbia fatto i video tutti uguali, con un settaggio del protocollo di misurazione standardizzato, ovviamente.
Giusta domanda: motivi pratici e tecnici. Fare una ripetizione in più significa comunque attendere 4/5' per strumentazione e recupero, che in totale ti viene moltiplicato per 10 (hanno sia una tecnica che l'altra). Questo significava stare un'ora in più in laboratorio, e non sempre era possibile. Orari di laboratorio, orari di disponibilità degli atleti, altre problematiche dovute allo stare 3 ore in palestra.

L'alternativa sarebbe stata farli venire in giorni distinti, ma ho ricevuto atleti da diverse parti dell'Emilia Romagna, e non ne avrei avuto la possibilità.
Sì, perde un po' di valore, ma per la tesi di laurea può andare bene. In ottica di articolo rivedremo il protocollo leggermente e cercheremo di aggiustare il tutto al meglio possibile.

Riguardo alla stereofotogrammetria ci abbiamo provato ma abbiamo avuto difficoltà tecniche nel setup. La presenza dello spotter, dei dischi e il tipo di movimento in sé copriva la maggior parte dei marker per quasi tutto il tempo. Alla fine mi rimanevano solo quelli del bilanciere e poco di più. Ci abbiamo provato per quasi un mese ma abbiamo abbandonato l'idea. Perderemo dei dati, ma con la telecamera in linea al bilanciere abbiamo comunque la possibilità di ricavare una buona traiettoria.

Ovviamente il set è rimasto immutato per tutto l'arco dell'esperimento! :D Abbiamo tutti i dati per le normalizzazioni (MCV isometrica di 6 esercizi per normalizzare l'emg) e i settaggi erano tutti corretti.

Diciamo che con questa tesi vedremo gli errori effettuati, per poi poter rifare le misurazioni su altri atleti in maniera più precisa. Anche se devo ammettere che i professori erano tutti abbastanza convinti che fosse già un lavoro qualitativamente valido, e che in realtà servissero solo più numeri. Ho avuto 3 atleti del gruppo di controllo e 4 dello sperimentale, più un atleta che doveva far parte del gruppo di controllo ma alla fine ho scoperto che si allenava con l'arco, per cui l'ho analizzato lo stesso ma non posso includerlo in nessuno dei due gruppi. L'ho tenuto solo per guardare cosa cambia, sempre dati sono.. :D
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Gioele Rosellini
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Re: Tesi di laurea magistrale: analisi biomeccanica delle distensioni in panca piana

Messaggioda Gioele Rosellini 15/11/2016, 11:38

Bel progetto ! Io sono un fissato di videoanalisi, e la mia fu tesi di magistrali ho usato proprio videoanalisi, sensori isoinerziali su panca e squat, gesti aspecifici come salti e lanci, inserendoci anche delle videoanalisi di gesti tecnico specifici del Karate. Un lavoraccio... quindi ti capisco :D

Condivido il parere di Claudio. Paolo in questo è veramente un tassello avanti, perchè riunisce in sè la parte pratica e quella scientifica, sia per competenze sviluppate negli anni che per mentalità di approccio.

Ri condivido il parere di Amerigo, proprio perchè da fissato di videoanalisi, la ritengo di vitale importanza per collegare il come al quando.

Ho una domanda però, come mai nel protocollo del PL le rep sono 2 e in quello dei flatback sono 3 ? No sarebbe stato meglio uniformare (che poi alla fine è 1 ripetizione eh...) ?

Poi, prima di effettuare la videoanalisi, sei riuscito ad inserire dei marker sui punti di repere dei soggetti e allo stesso modo come hai calcoli la differenza della misurazione in video causata dalla distorsione della prospettiva ?
Do per scontato che tu abbia fatto i video tutti uguali, con un settaggio del protocollo di misurazione standardizzato, ovviamente.
Giusta domanda: motivi pratici e tecnici. Fare una ripetizione in più significa comunque attendere 4/5' per strumentazione e recupero, che in totale ti viene moltiplicato per 10 (hanno sia una tecnica che l'altra). Questo significava stare un'ora in più in laboratorio, e non sempre era possibile. Orari di laboratorio, orari di disponibilità degli atleti, altre problematiche dovute allo stare 3 ore in palestra.

L'alternativa sarebbe stata farli venire in giorni distinti, ma ho ricevuto atleti da diverse parti dell'Emilia Romagna, e non ne avrei avuto la possibilità.
Sì, perde un po' di valore, ma per la tesi di laurea può andare bene. In ottica di articolo rivedremo il protocollo leggermente e cercheremo di aggiustare il tutto al meglio possibile.

Riguardo alla stereofotogrammetria ci abbiamo provato ma abbiamo avuto difficoltà tecniche nel setup. La presenza dello spotter, dei dischi e il tipo di movimento in sé copriva la maggior parte dei marker per quasi tutto il tempo. Alla fine mi rimanevano solo quelli del bilanciere e poco di più. Ci abbiamo provato per quasi un mese ma abbiamo abbandonato l'idea. Perderemo dei dati, ma con la telecamera in linea al bilanciere abbiamo comunque la possibilità di ricavare una buona traiettoria.

Ovviamente il set è rimasto immutato per tutto l'arco dell'esperimento! :D Abbiamo tutti i dati per le normalizzazioni (MCV isometrica di 6 esercizi per normalizzare l'emg) e i settaggi erano tutti corretti.

Diciamo che con questa tesi vedremo gli errori effettuati, per poi poter rifare le misurazioni su altri atleti in maniera più precisa. Anche se devo ammettere che i professori erano tutti abbastanza convinti che fosse già un lavoro qualitativamente valido, e che in realtà servissero solo più numeri. Ho avuto 3 atleti del gruppo di controllo e 4 dello sperimentale, più un atleta che doveva far parte del gruppo di controllo ma alla fine ho scoperto che si allenava con l'arco, per cui l'ho analizzato lo stesso ma non posso includerlo in nessuno dei due gruppi. L'ho tenuto solo per guardare cosa cambia, sempre dati sono.. :D

Ahh come sempre i tempi da "laboratorio" sono un, se on il, fattore limitante per eccellenza negli studi, e non sono in quelli più pratici o da campo. Ma è una variante con cui devi forzatamente convivere quando vai a fare studi di ricerca del genere, non può essere altrimenti.

Immaginavo che avessi avuto problemi con la stereofotogrammetria, ne ho viste pure li di cotte e di crude. La mia idea era leggermente diversa. Ossia videoanalisi nuda e cruda, solo magari con tre videocamere da angolazioni ed altezze diverse. Dei semplici marker, anche solo nastro e non i pallini riflettenti per intendersi, sui principali punti di repere, quindi pochi. Per la panca piana penso una decina possano bastare.

Però sto ragionando come se non avessi già fatto lo studio e comprendo che un protocollo del genere sia alquanto dispendioso in fase di analisi dei dati, e probabilmente non c'è niente di simile in letteratura, per lo stesso motivo o perchè appunto si preferisce la stereofotogrammetria.

Premesso che la statistica è sempre un problema. Per i revisori non sono mai abbastanza i numeri presi in esame, per quanto possa essere un campione di una popolazione ultraspecifica. Detto questo effettivamente 3 e 4 sono veramente pochi. Però ne può comunque uscire qualcosa di interessante e i dati da analizzare potrebbero dare molti spunti di riflessione.

Chissà magari in un futuro non troppo distante prendono il protocollo del tuo lavoro pubblicato e ci fanno una ricerca con un campione molto più ampio ed in un tempo congruo. un bel 30/40 PL agonisti vs 50 controllo flatback, e magari 50%/50% uomini e donne. Ahh quanta bella roba potrebbe venirne fuori :ugeek: :mrgreen:

Ok, smetto di fantasticare.
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Samuele Di Nicola
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Re: Tesi di laurea magistrale: analisi biomeccanica delle distensioni in panca piana

Messaggioda Samuele Di Nicola 15/11/2016, 13:35


Ahh come sempre i tempi da "laboratorio" sono un, se on il, fattore limitante per eccellenza negli studi, e non sono in quelli più pratici o da campo. Ma è una variante con cui devi forzatamente convivere quando vai a fare studi di ricerca del genere, non può essere altrimenti.

Immaginavo che avessi avuto problemi con la stereofotogrammetria, ne ho viste pure li di cotte e di crude. La mia idea era leggermente diversa. Ossia videoanalisi nuda e cruda, solo magari con tre videocamere da angolazioni ed altezze diverse. Dei semplici marker, anche solo nastro e non i pallini riflettenti per intendersi, sui principali punti di repere, quindi pochi. Per la panca piana penso una decina possano bastare.

Però sto ragionando come se non avessi già fatto lo studio e comprendo che un protocollo del genere sia alquanto dispendioso in fase di analisi dei dati, e probabilmente non c'è niente di simile in letteratura, per lo stesso motivo o perchè appunto si preferisce la stereofotogrammetria.

Premesso che la statistica è sempre un problema. Per i revisori non sono mai abbastanza i numeri presi in esame, per quanto possa essere un campione di una popolazione ultraspecifica. Detto questo effettivamente 3 e 4 sono veramente pochi. Però ne può comunque uscire qualcosa di interessante e i dati da analizzare potrebbero dare molti spunti di riflessione.

Chissà magari in un futuro non troppo distante prendono il protocollo del tuo lavoro pubblicato e ci fanno una ricerca con un campione molto più ampio ed in un tempo congruo. un bel 30/40 PL agonisti vs 50 controllo flatback, e magari 50%/50% uomini e donne. Ahh quanta bella roba potrebbe venirne fuori :ugeek: :mrgreen:

Ok, smetto di fantasticare.

Eh sì, i tempi da laboratorio sono sempre un'inculata. Diciamo che se non mi fossi dovuto trasferire in Irlanda avrei avuto anche più tempo e tranquillità, mentre ho dovuto fare tutto rosicchiando un po' i tempi. Concorso di colpa! :D

L'idea dei marker non è male, ma alla fine "non vale niente" a livello scientifico per cui abbiamo deciso di lasciarla perdere. Vedrò cosa si riuscirà a tirar fuori, la il focus principale della tesi era l'EMG, per cui tutto il resto è un'aggiunta.

In letteratura non esiste nulla del genere, gli studi son pochi e comunque diversi dalla mia idea, per cui non ho nemmeno potuto prendere spunto dai protocolli. Una bella menata.

Per la continuazione il problema è trovarli questi atleti.. Io ne avrei anche fatti 10 e 10, ma ho dovuto chiedere a cani e porci, messo annunci.. Niente! Ho messo annunci su qualsiasi gruppo FB, niente. Non è stato facile nemmeno trovare gli 8 che ho analizzato! :D
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Re: Tesi di laurea magistrale: analisi biomeccanica delle distensioni in panca piana

Messaggioda Gioele Rosellini 15/11/2016, 20:43

Beh il fatto che non valga nulla a livello scientifico non è necessariamente un male. Creare un nuovo protocollo, testarlo e validarlo è pur sempre una via. Difficile, ma lo è.
Non si scoprirebbe nulla di nuovo se non inventassimo nuovi metodi di ricerca. Ma comunque, per il tuo lavoro, va benissimo così, ha un grande range di dati da analizzare e risultati possibili, nuovi. Appunto perchè c'è poco in letteratura di simile.

Per la continuazione infatti dovresti appoggiarti ad un ente più grande di te ! Una federazione per la parte agonistica e magari una catena di palestre da migliaia di iscritti per la parte non sportiva. Ma è un progetto che strutturato così richiederebbe anni, magari come parte di un PhD potrebbe essere un'idea.
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Re: Tesi di laurea magistrale: analisi biomeccanica delle distensioni in panca piana

Messaggioda Samuele Di Nicola 03/05/2017, 19:36

Rieccomi!

Tesi finita, laurea presa, articolo da scrivere e pubblicare. Qualche risultato e' molto interessante, e potenzialmente ne usciranno due articoli da pubblicare, anche se saranno degli articoli molto brevi e generici. Sempre meglio che niente, eh!

La parte interessante e' soprattutto relativa all'uso degli arti inferiori, Il grafico derivato dalla lettura delle forze di reazione al terreno e' veramente bello. Non pensavo sarebbe uscito un dato cosi' interessante!

Ora sto cercando proprio un dottorato, per cui questa idea la ho li' da sfruttare. Prima vorrei tentare un altro tipo di dottorato, piu' relativo alla preparazione atletica, ma sicuramente questo progetto e' una buona opportunita'.
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Claudio Zanella
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Re: Tesi di laurea magistrale: analisi biomeccanica delle distensioni in panca piana

Messaggioda Claudio Zanella 09/05/2017, 5:13

In bocca al lupo Samuele! Attendo di leggere gli articoli

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Re: Tesi di laurea magistrale: analisi biomeccanica delle distensioni in panca piana

Messaggioda Samuele Di Nicola 21/05/2017, 16:56

Grazie! :)
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